Salmanassar III (accadico Šulmānu-ašarēdu, anche Salmānu-ašarēd, lett. "Šulmānu è il dio supremo"; ... – ...; fl. IX secolo a.C.) è stato sovrano dell'Impero neo-assiro dal 859 a.C. al 824 a.C. e figlio del precedente sovrano Assurnasirpal II. Il suo lungo regno fu caratterizzato da una serie costante di campagne militari contro le tribù orientali, i Babilonesi e diverse altre nazioni dell'alluvio mesopotamico, la Siria, gli Hurriti di Kizzuwatna, il regno di Urartu e diversi staterelli neo-itti (Aram-Damasco, Hama, Karkemiš). I suoi eserciti si spinsero sino al Lago Van e ai Monti del Tauro. Nei suoi annali, precisamente l'anno 850 a.C., gli Arabi e i Caldei compaiono per la prima volta nella storia documentata. Al principio del suo regno (858 a.C.) Salmanassar mosse guerra al regno di Urartu: riferì d'aver demolito la città di Sugunia e poi (853 a.C.) anche Araškun.

Si presume che entrambe le città fossero state capitali del Regno prima di Tushpa. Mentre l'Assiro era impegnato in Armenia, diversi potentati del Levante si coalizzarono contro di lui: le città-stato neo-ittite erano capeggiate da Hadadezer di Aram-Damasco, promotore della coalizione, e da Irhuleni di Hama suo alleato (nonché primo bersaglio degli attacchi assiri) ma vi figuravano anche Acab d'Israele, Gindibu re degli Arabi, i Fenici, gli Egizi e diversi altri. La coalizione affrontò Salmanassar nella battaglia di Qarqar per fermare l'avanzata assira lungo il Tigri. Non vi sono resoconti dettagliati riguardo alla battaglia: fu uno scontro violento ma breve, dato che Hadadazer ordinò la ritirata per le troppe perdite e Salmanassar reclamò la vittoria gloriandosi di aver inflitto al nemico un pesante tributo di 14.000 morti, catturando moltissimi carri e cavalli e descrivendo il danno inflitto ai suoi avversari in dettagli brutali. La realtà è che lo scontro si concluse con un nulla di fatto ed i contendenti tornarono alle loro posizioni iniziali. Salmanassar avrebbe dovuto combattere gli stessi nemici più volte negli anni seguenti, costringendolo ad organizzare l'occupazione dell'intero Levante e di parte della Penisola araba.

Nel 851 a.C., a seguito di una ribellione in Babilonia, Salmanassar condusse una campagna contro Marduk-bēl-ušate, fratello minore del re, Marduk-zakir-shumi I, che era un alleato di Salmanassar. Nel secondo anno di campagna, Marduk-bēl-ušate fu costretto a ritirarsi e fu ucciso. Una registrazione di questi eventi è riportata sul c.d. "Obelisco nero" eretto dall'Assiro (oggi al British Museum): «Nell'ottavo anno del mio regno, Marduk-bêl-usâte, il fratello minore, si ribellò contro Marduk-zâkir-šumi, re di Karduniaš, e si divisero il paese nella sua interezza. Per vendicare Marduk-zâkir-šumi, sono uscito e ho catturato Mê-Turnat. Nel nono anno del mio regno, ho marciato contro Akkad una seconda volta. Ho assediato Ganannate. Quanto a Marduk-bêl-usâte, lo splendore terrificante di Assur e Marduk lo sopraffece e salì sulle montagne per salvarsi la vita. L'ho inseguito. Ho abbattuto con la spada Marduk-bêl-usâte e gli ufficiali dell'esercito ribelle che erano con lui.» (Salmanassar III, Obelisco nero, ll 73-84) Eliminato il ribelle babilonese (e garantita così la fedeltà di Marduk-zâkir-šumi), Salmanassar sottomise anche Caldei, Sutei e Aramei.

Nel 841 a.C. il re assiro tornò all'attacco di Aram-Damasco, ora guidato dal successore di Hadadazer, Hazael. Hazael si trincerò a Damasco, non ingaggiando gli assiri che lo assediavano e devastavano le sue terre. Jehu d'Israele e i Fenici risolsero d'ingraziarsi Salmanassar e gli versarono tributi (altra scena raffigurata sull'Obelisco nero). Nel 836 a.C. Salmanassar tornò ad attaccare le città-stato neo-ittite, questa volta focalizzandosi sul regno di Tabal per poi penetrare in Cappadocia. Nel 832 a.C. furono registrate nuove campagne militari contro Urartu e l'anno successivo (831 a.C.), probabilmente per motivi d'età, Salmanassar affidò il comando dell'esercito nelle spedizioni extra-confine al suo turtanu Dayyan-Assur che aveva già guidato le armate assire per conto del re.

Tuttavia questo passaggio di consegne indebolì l'autorità di Salmanassar III e sei anni dopo la città di Ninive formò una coalizione con altre città assire guidata dal figlio del re Assur-danin-pal per ribellarsi contro il vecchio re. Le lotte intestine tra le due fazioni durarono per ben due anni ma alla fine la fazione lealista, guidata dell'altro figlio di Salmanassar III, Shamshi-Adad, ebbe la meglio. Salmanassar morì intorno al 824 a.C. e il trono passò al figlio Shamshi-Adad V. 

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