Samsu-iluna fu uno dei sovrani più importanti dell’antica Babilonia e regnò approssimativamente tra il 1750 e il 1712 a.C. Era il figlio e successore del celebre re Hammurabi, famoso soprattutto per il suo famoso codice di leggi. Ereditare il trono di un impero così vasto e potente non fu però semplice: alla morte del padre, Samsu-iluna si trovò infatti a governare un territorio enorme, pieno di tensioni e ribellioni. Il suo nome, di origine amorrea, significa probabilmente “Il Sole è il nostro dio”, un riferimento alla religione mesopotamica e al culto del dio solare Shamash. Quando Hammurabi salì al potere, Babilonia era inizialmente una città relativamente modesta, circondata da regni più forti. Con una lunga serie di campagne militari, però, Hammurabi riuscì a conquistare gran parte della Mesopotamia: Sumer, Mari, Eshnunna e molti altri territori finirono sotto il controllo babilonese. Tuttavia questo enorme impero era ancora fragile.
Molte città sottomesse non avevano accettato davvero il dominio di Babilonia e aspettavano soltanto l’occasione giusta per ribellarsi. Quando Hammurabi morì, i problemi esplosero quasi subito. Samsu-iluna dovette quindi affrontare una situazione molto difficile: rivolte interne, invasioni esterne e la progressiva disgregazione dell’impero costruito dal padre. Uno dei primi grandi problemi arrivò nel nono anno del suo regno. Un uomo chiamato Rim-Sin II guidò una vasta ribellione contro Babilonia. Numerose città importanti si unirono alla rivolta, tra cui: Ur Uruk Isin Larsa Kisurra Eshnunna. Samsu-iluna reagì con decisione e intraprese campagne militari molto dure. Riuscì a sconfiggere diversi nemici e a reprimere molte rivolte, ma il prezzo fu altissimo. Le cronache raccontano che alcune grandi città sumeriche furono devastate. Ur venne saccheggiata e privata delle sue mura; la stessa sorte toccò a Uruk e Isin. Alla fine anche Larsa cadde e Rim-Sin II venne ucciso.
Nonostante queste vittorie militari, però, il controllo babilonese sul sud della Mesopotamia continuò a indebolirsi. Pochi anni dopo emerse un nuovo ribelle: Ilum-ma-ili, che sosteneva di discendere dagli antichi re di Isin. Anche lui guidò una grande rivolta nel sud. Questa volta Samsu-iluna non riuscì a ottenere una vittoria decisiva. Dopo vari scontri, Ilum-ma-ili fondò quello che gli storici chiamano la “Prima Dinastia del Paese del Mare” o “Dinastia del Mare”, un regno indipendente che controllò parte della Sumeria per circa tre secoli. Questo evento segnò una svolta importante: Babilonia perse gran parte del controllo diretto sul sud mesopotamico. Durante il regno di Samsu-iluna molte antiche città sumeriche entrarono in crisi profonda. In alcuni casi vennero quasi completamente abbandonate per secoli. Gli archeologi hanno notato che, dopo un certo periodo, in città come Ur e Uruk i documenti amministrativi e religiosi cessano improvvisamente. Questo suggerisce un forte spopolamento. Le cause non sono ancora del tutto chiare. Probabilmente contribuirono diversi fattori: le continue guerre; crisi economiche; problemi ambientali; cambiamenti nei corsi d’acqua e nei sistemi di irrigazione; il declino della cultura sumera tradizionale.
Proprio in questo periodo infatti la lingua accadica sostituì gradualmente il sumero come principale lingua amministrativa e parlata della Mesopotamia. Molti storici considerano il regno di Samsu-iluna come uno dei momenti che segnarono la fine definitiva del predominio culturale sumero. Approfittando del caos interno, altri regni si liberarono dal controllo babilonese. Gli Elamiti invasero Uruk e saccheggiarono la città. Durante il saccheggio portarono via anche una celebre statua della dea Inanna. Secondo le fonti, questa statua sarebbe tornata in Mesopotamia solo circa mille anni dopo, sotto il re assiro Assurbanipal. Anche l’Assiria si rese indipendente. Un governatore locale cacciò il sovrano filo-babilonese e iniziò un periodo di guerre civili interne. Alla fine emerse una nuova dinastia assira autonoma, senza più legami con Babilonia.
Samsu-iluna dovette combattere continuamente anche contro popolazioni straniere e tribù nomadi. Tra queste troviamo: i Sutei, tribù seminomadi che compivano razzie e catturavano schiavi; i Kassiti, popolo proveniente probabilmente dai monti Zagros. Nel nono anno di regno Samsu-iluna respinse un’invasione kassita. Questo episodio è particolarmente importante perché rappresenta la prima menzione storica conosciuta dei Kassiti, destinati in futuro a dominare Babilonia per molti secoli dopo la caduta della dinastia amorrea. Il re emanò inoltre leggi per limitare il commercio degli schiavi provenienti dalle regioni più colpite dalle incursioni.
Nonostante le continue guerre, Samsu-iluna non trascurò completamente le opere pubbliche. Fece costruire e restaurare numerose fortificazioni per proteggere il regno, specialmente attorno a città strategiche come Nippur. Costruì anche una fortezza chiamata Dur-Samsuiluna. Inoltre promosse: il restauro di mura cittadine; la riparazione di canali; il ripristino delle vie d’acqua; la ricostruzione di templi e ziqqurat. Tra gli edifici religiosi restaurati vi furono: il tempio di Shamash a Larsa; le ziqqurat di Sippar; i santuari di Kish dedicati a Zababa e Ishtar.
Come suo padre Hammurabi, anche Samsu-iluna favorì il culto del dio Marduk, la principale divinità di Babilonia. Questo processo contribuì alla crescente importanza religiosa della città, che nei secoli successivi sarebbe diventata uno dei principali centri spirituali del Vicino Oriente antico. Alcuni studiosi ritengono inoltre che durante il suo regno sia stato introdotto il calendario babilonese standardizzato, forse per unificare meglio i territori rimasti sotto il controllo reale.
Di Samsu-iluna conosciamo almeno due figli: Abi-Eshuh, che gli succedette sul trono; Iltani, probabilmente una sacerdotessa consacrata al dio Shamash.
Samsu-iluna non fu un conquistatore brillante come Hammurabi, ma il contesto storico che dovette affrontare era estremamente complicato. Gran parte dell’impero costruito dal padre si stava sgretolando e molte regioni volevano tornare indipendenti. Nonostante tutto riuscì comunque a mantenere saldo il cuore del regno babilonese. Proprio grazie a questa resistenza Babilonia sopravvisse e continuò a essere una delle città più importanti della Mesopotamia per molti secoli. Il suo regno rappresenta quindi una fase di transizione: da un lato il declino del mondo sumero tradizionale, dall’altro l’ascesa definitiva di Babilonia come centro politico e religioso della regione.
Wikipedia: Samsu-iluna