L’assedio di ʿArqa fu uno degli ultimi episodi militari che precedettero l’arrivo dei Crociati a Gerusalemme durante la Prima Crociata. Si svolse tra febbraio e maggio del 1099, quando le armate cristiane, dopo aver consolidato il controllo dell’area intorno ad Antiochia, iniziarono a muoversi verso sud lungo la costa mediterranea. Alla fine del 1098 i principali capi crociati erano divisi da rivalità personali e interessi politici. Raimondo di Tolosa, uno dei leader più influenti della spedizione, tentava di rafforzare il proprio prestigio chiedendo a diversi nobili – tra cui Roberto II di Normandia e Tancredi d’Altavilla – di riconoscerlo come signore. Alcuni accettarono, altri, come Goffredo di Buglione, rifiutarono, temendo di perdere autonomia.

Nel frattempo, Raimondo puntava alla conquista di Tripoli, una ricca e strategica città costiera. Per raggiungere questo obiettivo decise di assediare il vicino castello di ʿArqa, ritenuto un potenziale pericolo alle spalle dell’esercito crociato. L’avanzata iniziale fu semplice, poiché i villaggi incontrati lungo la costa opponevano scarsa resistenza. Durante l’assedio, iniziato il 14 febbraio 1099, le discordie fra i capi crociati si intensificarono. Anche il clero era diviso: dalla morte del vescovo Ademaro di Monteil mancava una figura religiosa autorevole che tenesse unite le diverse fazioni. La controversia più accesa riguardava la presunta Sacra Lancia trovata ad Antiochia da Pietro Bartolomeo. Molti dubitavano della sua autenticità e, dopo una prova del fuoco richiesta da Arnolfo di Chocques, Pietro morì per le ustioni riportate, screditando definitivamente la reliquia. Questo episodio ridusse ulteriormente il prestigio di Raimondo, fino ad allora suo principale sostenitore.

Nonostante l’arrivo di rinforzi guidati da Goffredo di Buglione, Roberto di Fiandra e Tancredi, l’assedio non portò a risultati. Dopo quasi tre mesi di tentativi infruttuosi, i Crociati decisero di abbandonare ʿArqa il 13 maggio 1099. In quei giorni i Fatimidi, che controllavano Gerusalemme, avevano tentato una trattativa di pace: garantire la sicurezza dei Crociati in cambio della loro rinuncia a marciare verso la Città Santa. La proposta fu respinta. Preparandosi all’imminente arrivo degli eserciti cristiani, il governatore fatimide Iftikhar al-Dawla espulse i cristiani da Gerusalemme per evitare collusioni interne e fece avvelenare alcuni pozzi dell’area. Lasciata ʿArqa, l’esercito crociato proseguì lungo la costa. A Tripoli ricevette denaro e cavalli; secondo la cronaca Gesta Francorum, il governatore locale arrivò persino a promettere la conversione al cristianesimo in caso di vittoria sulla potenza fatimide. I Crociati attraversarono Beirut e Tiro, quindi sbarcarono a Giaffa il 3 giugno. Da lì raggiunsero Ramallah e poi Betlemme, dove Tancredi entrò nella Basilica della Natività. Il 7 giugno 1099 l’esercito crociato arrivò finalmente alle porte di Gerusalemme, dando inizio al celebre assedio che avrebbe portato alla conquista della città il mese successivo.  

 

Wikipedia: Assedio di Arqa

 

immagine: L'Impero bizantino e la Terra santa appena a ridosso della prima crociata

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