Shoshenq I (conosciuto anche come Sheshonq o Shishak) fu un faraone egizio che regnò tra il 943 e il 922 a.C. circa e fondò la XXII dinastia, detta anche "libica", poiché la sua famiglia era di origine berbera, appartenente alla tribù dei Meshwesh. Era figlio del capo tribale Nimlot A e di Tentshepeh, a sua volta figlia di un altro capo. Già prima di salire al trono, Shoshenq aveva consolidato la sua posizione come comandante dell’esercito egiziano e consigliere del faraone precedente, Psusennes II. La sua ascesa al potere non fu una sorpresa: era imparentato con Osorkon l’anziano faraone della XXI dinastia, e seppe rafforzare il controllo sul regno affidando incarichi strategici ai suoi figli: Osorkon I lo nominò suo successore, Iuput divenne sommo sacerdote di Amon a Tebe, e Nimlot B fu posto a capo dell’esercito a Eracleopoli.

La datazione esatta del suo regno è ancora oggetto di dibattito tra gli studiosi. Tradizionalmente fissata al 945–924 a.C., è oggi più comunemente collocata tra il 943 e il 922 a.C., anche in base a calcoli astronomici e indizi epigrafici. Alcuni studiosi, come Thomas Schneider, hanno proposto date leggermente diverse, spingendo l’inizio del suo regno fino al 962 a.C. Tuttavia, l’archeomagnetismo e le datazioni al radiocarbonio dei siti distrutti durante le sue campagne militari collocano tali eventi tra il 940 e il 900 a.C., confermando un periodo di attività militare attorno alla metà del X secolo a.C.

Shoshenq I è tradizionalmente identificato con il re Shishak menzionato nella Bibbia. Secondo i testi sacri, Shishak accolse Geroboamo durante la sua fuga da re Salomone e, qualche anno dopo, invase il regno di Giuda sotto il regno del figlio di Salomone, Roboamo. Durante questa campagna, avrebbe saccheggiato il Tempio di Gerusalemme. Sebbene l'identificazione di Shoshenq con Shishak sia generalmente accettata, rimane qualche dubbio: nelle iscrizioni egizie, come quella del portale di Bubasti a Karnak, manca qualsiasi riferimento a Gerusalemme. Alcuni studiosi ritengono che il nome sia stato cancellato in epoca successiva o che Gerusalemme abbia evitato la distruzione pagando un tributo, spiegando così l’omissione.

Shoshenq I intraprese una vasta campagna militare nel Levante, come testimoniato da iscrizioni a Karnak e reperti ritrovati a Byblos e Megiddo. Le sue conquiste includevano città cananee, israelite e filistee come Taanach, Megiddo e Sichem. Questa fu la prima campagna militare esterna documentata ufficialmente in Egitto da secoli, e rappresenta un’importante testimonianza epigrafica del periodo. Sul piano interno, Shoshenq riorganizzò l’autorità religiosa: pose fine alla trasmissione ereditaria del sacerdozio di Amon, riservandone la nomina a se stesso e ai suoi eredi, consolidando così il controllo reale anche sul potere teocratico. La sua politica seguiva modelli tribali libici, basati su una distribuzione del potere tra parenti stretti, rafforzando l’unità del regno.

La tomba di Shoshenq I non è mai stata trovata con certezza. L’unico oggetto funerario attribuito a lui è una cassetta canopica conservata a Berlino, di origine ignota. Alcuni studiosi suggeriscono che possa essere stato sepolto a Tanis o a Bubastis, ma non ci sono prove concrete. Altri ipotizzano che la sua tomba si trovi a Menfi, vicino al tempio di Ptah, dove avrebbe fatto costruire diversi edifici religiosi. La presenza di un culto postumo presso quel tempio suggerisce che potesse effettivamente essere stato sepolto lì.    

 

Wikipedia: Sheshonq I