Nell'Egeo occidentale, prima del 4000 a.C., sorse una particolare cultura neolitica che amalgamava elementi anatolici e della Grecia continentale, la quale si sostentava con farro, orzo selvatico, pecore, capre e tonni che venivano infilzati da pescatori su piccole imbarcazioni. Tra i siti di scavo si hanno Saliagos e Kephala (sull'isola di Ceo), i quali hanno evidenziato segni di lavorazione del rame. Ognuna delle piccole isole cicladiche non poteva sostentare più di poche migliaia di abitanti, sebbene i modelli di barca del Tardo Cicladico mostrano che potessero essere assemblati cinquanta rematori tra le comunità disperse. Quando ascese la ben organizzata cultura palaziale di Creta, le isole caddero nell'insignificanza, con l'eccezione di Delo, che mantenne la sua arcaica reputazione di santuario per tutto il periodo classico della Grecia (vedi lega delio-attica).
Il ritrovamento di prodotti artigianali cicladici (soprattutto rappresentazioni di navi sulla ceramica e piccole barche di pietra) nell'Attica, nel Peloponneso e in molte altre zone della Grecia testimonia la presenza di una notevole abilità nella costruzione delle imbarcazioni e una predisposizione della popolazione per i commerci marittimi.
La cronologia della civiltà cicladica è divisa in tre principali periodi: Antico, Medio e Tardo Cicladico. Il periodo antico, cominciato attorno al 3000 a.C., scivolò nell'archeologicamente più oscuro Medio Cicladico attorno al 2500 a.C. Verso la fine del Tardo Cicladico (2000 a.C. circa) si ebbe una convergenza tra la civiltà cicladica e quella minoica.
Wikipedia: Antica Grecia // Civiltà cicladica