Ishbi-Erra, originario di Mari, approfittò delle difficoltà di Ibbi-Sin, impegnato in guerra con l'Elam. Inizialmente, Ishbi-Erra chiese a Ibbi-Sin maggiore autonomia nella gestione della difesa dei centri di Isin e Nippur. Nell'ottavo anno di regno di Ibbi-Sin (2019 a.C.) o nel decimo, Ishbi-Erra adottò propri nomi di anno, registrando una piena autonomia dal precedente padrone, in particolare dopo il sacco di Ur (2004), l'esilio di Ibbi-Sin e il furto della statua di Nanna-Su'en, deportata ad Anshan. Ishbi-Erra assunse titoli assai ambiziosi ("re delle quattro parti della terra" e "dio della sua terra") e cercò di proporsi come erede dell'impero di Ur III, tanto che restaurò la vecchia capitale. Con Ishbi-Erra e il suo successore, Shu-ilishu, tornarono a fiorire i commerci oltremare.
Nel complesso, la dinastia cercò di esprimere continuità rispetto a Ur III; in particolare, la lingua sumera rimase la lingua dell'amministrazione, della scuola, della letteratura, ma anche dei nomi di anno e delle iscrizioni reali. Lipit-Ishtar (1936-1926), quinto re della dinastia, promulgò un codice in sumero. Gli inni composti in onore dei re della dinastia ricalcavano o persino plagiavano quelli composti per i re di Ur III. I nomi dei re di Isin sono però in gran parte accadici. Il desiderio di perpetuare la tradizione di Ur III è ravvisabile anche nella decisione di adottare solo gradualmente il titolo di "re di Isin". Quando Ishbi-Erra liberò Ur dagli Elamiti, Shu-ilishu poté adottare il titolo di "re di Ur" e non è un caso che testi amministrativi riappaiano nel quinto anno del suo regno. Il titolo di "re di Isin" riappare con Iddin-Dagan (1976-1956), successore di Shu-ilishu. Solo con il re successivo, Ishme-Dagan (1955-1937), si fa un uso regolare del titolo di "re di Isin", mentre quello di "re di Ur" è via via meno usato, soprattutto dopo che la città viene conquistata, nel 1926, dal rivale Gungunum di Larsa. Ishme-Dagan reintrodusse, peraltro, il titolo di re di Sumer e Akkad, che rinviava all'egemonia sull'intera Babilonia.
Wikipedia: Prima dinastia di Isin